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La storia

 

Il TCFARABELLA è figlio di un lontano progetto nato nel 1973 dal sottoscritto prof. Paolo Farabella. Quando frequentai i primi giorni l'Accademia Superiore di educazione fisica in Napoli, fui colpito dallo stile di vita pieno di sport e salute. Ebbi la lungimiranza di capire che la gioventù di Battipaglia non aveva la possibilità di vivere lo sport con libera scelta e professionalità, le uniche realtà sportive erano il dopolavoro ferroviario (basket) e la scuola calcio Spes (ove ho trascorso la mia infanzia sportiva), così con i consigli dell'allora comandante dei vigili urbani di Battipaglia, Giuseppe Forte, nacque il CENTRO SPORTIVO "FUTURA" in via G. GONZAGA, era il settembre del 1974.

        

       

 

 

 

Incominciammo i primi passi, con le attività di ginnastica artistica maschile e femminile, judo e scherma. Io conseguii la cintura nera di Karate, ed ebbi moltissimi allievi che si affacciavano a questa insolita disciplina. Le attività lievitavano sempre di più, avevo visto bene la gioventù di Battipaglia aderiva con passione al mio progetto. In breve tempo il -CSF- fu un centro di aggregazione e fucina di molti campioni. Allargai lo STAFF tecnico con tre colleghi che risultarono fondamentali per il pieno sviluppo sportivo del -CSF- (anche allora fui lungimirante).

     

In effetti Alfredo Farabella e Giovanni Zarrillo riversarono la loro bravura nello sviluppo del Body Boulding. Avemmo un successo, ci sentivamo gratificati, perchè il -CSF- stava dando l'opportunità a tanti ragazzi e non di abbracciare un nuovo stile di vita.

          

           

              

 

                     

             

Alfredo vincerà moltissimi trofei regionali ma sarà Giovanni Zarrillo a coronamento di una eccezionale carriera a vincere negli USA il campionato del mondo di Body Building. Il -CSF- sarà all'avanguardia anche nel settore dell' educazione alimentare, infatti il prof. Luongo Remo si specializzerà in questo settore e indirizzerà molti giovani in una corretta dieta sportiva.

             

Mentre vi è tutto questo fervore sportivo, gli atleti del -CSF- partecipano a stage sulla neve (Tarvisio, Sansicario, Sestriere)ove si parteciperà anche a gare sportive, saremo anche a LLoret De Mar a partecipare a tornei di calcio, inoltre saremo presenti a tutti i tornei amatoriali di tennis.

                

                 

Il -CSF- darà molti atleti alla città di Battipaglia per partecipare ai "GIOCHI SENZA FRONTIERE", i Prof: Paolo Farabella, Gerardo Noschese, Tonino Pace, Nestore Miceli, Alfredo Farabella, Annamaria Di Benedetto e Patrizia Carraro. Il prof. Nestore Miceli subì anche un brutto infortunio alla schiena ai giochi di Cascais, in Portogallo.

Un'immagine dei giochi senza frontiere a Cascais in Portogallo

 Nestore nacque sportivamente nel CS raggiungendo traguardi agonistici nazionali nonché cariche federali nelle arti marziali settore karate. Inoltre la ginnastica artistica femminile cresceva e dava risultati eccellenti grazie a Barbara Anvaripur che ha dato tanto in questa specialità.

Nella foto sopra siamo con Ettore Andenna e Milly Carlucci i conduttori di Giochi senza frontiere

    

 Una sera parlando con il caro e fraterno amico prof. Elio Cannalonga gli feci notare (altra mia lungimiranza) che nella nostra città mancava una piscina, ove i ragazzi  potessero imparare a nuotare, il prof. amante dello sport (è stato il pioniere dell'atletica leggera a Battipaglia) si buttò a capo fitto in questo progetto e nacque "la social gana sport". Era la fine degli anni settanta, presi il tesserino FIN istruttore nuoto e con lo staff del CSF (Alfredo Farabella e Remo Luongo) iniziammo ad insegnare nuoto, quando avemmo i primi campioncini fu chiamato a dirigere il tecnico nazionale Attilio Sparano per dare quell'imput in più, anche quello fu un successo personale del sottoscritto. Il CSF diede l'opportunità ai suoi atleti diventati tecnici di aprire muove palestre: Olevano sul Tusciano,  S.Cecilia, Oliveto Citra, S.Gregorio Magno, Agropoli ed anche a Battipaglia.

Il progetto nato nel 1973 stava prendendo corpo, i giovani potevano avere l'opportunità di fare sport in un ambiente sano e lontano da insidie pericolose. Il sottoscritto intanto si dedicava ad allenare anche nel calcio dove ho avuto il piacere di vincere più di un campionato sia come preparatore fisico che come allenatore.

Venne il momento in cui il CSF non aveva più motivo di esistere e decisi, tra lo scetticismo generale, di scioglierlo, ormai a Battipaglia e nelle zone limitrofe c'era l'offerta adeguata di sport per tutti. Insieme al prof. Zarrillo ed al prof. Luongo ci dedicammo alla palestra "il tempio dello sport". C'era ancora un compito da svolgere, quello di risollevare la struttura sportiva del Centro sociale di Battipaglia. Essa versava in uno stato di pieno abbandono, non poteva esistere uno scempio così nella mia città. Nacque l'Associazione Sportiva Sociale (U.S. A.S.SO.) con il compito di far rinascere il tennis a Battipaglia. Riuscimmo ad avere la convenzione ed incominciammo, insieme a Zarrillo e Luongo, a lavorare su quella struttura sia come impegno finanziario che come impegno tecnico.

L'U.S. A.S.SO. diede l'inizio allo sviluppo del tennis a Battipaglia. La nostra città nel passato aveva avuto grossi risultati sportivi con molti ragazzi, ma venne un periodo di involuzione, capii (altra lungimiranza) che se avessi profuso energie in questo progetto il tennis sarebbe rinato a Battipaglia. Partecipavamo in modo discreto a vari tornei federali e a gare come la coppa Italia e la serie D, ma tutto questo era riduttivo per me, anche se Davide Giordano e Sergio Alfinito lavoravano bene non c'era ancora quel salto di qualità che si era avuto negli anni passati in altrettante discipline sportive del CSF. La svolta si ebbe nel 1998, quando si presentarono da me due bravi ragazzi battipagliesi nonché atleti in gamba. Mi dissero che studiavano a Campobasso e che giocavano lì ma avrebbero preferito farlo nella loro città. Fu come un colpo di fulmine, come se il braciere dell'olimpiadi avesse avuto la scintilla per accenderlo e così fu. Quei ragazzi erano Paolo Bianchini e Mario Galietta.

Diedi loro tutta la disponibilità della mia Associazione sia organizzativa, strutturale ed economica, avevo visto bene, in poco tempo arrivammo alla serie C con questa formazione: Paolo Bianchini, Mario Galietta, Antonio Galietta, Massimo Agostinetti, e con il sottoscritto Presidente. Furono anni intensi agonisticamente e per forza di cosa crebbe la passione del tennis nei giovani battipagliesi. Ancora una volta riuscii a portare a termine il progetto iniziato. Un giorno (sapevo già che sarebbe venuto e piacevolmente successo tante volte) i ragazzi mi dissero che volevano far nascere una loro creatura, si sarebbe chiamata T.C.Battipaglia. Fui immensamente felice, perché sapevo che in questo modo avrebbero dato tutto loro stessi ed oggi i risultati parlano chiaro. Progettammo l'organizzazione tecnica e logistica nella struttura sportiva del Centro Sociale di Battipaglia e quei ragazzi terribili in pochi anni hanno creato una realtà che è andata ben oltre la mia immaginazione. Abbiamo fatto ricrescere il tennis a Battipaglia, inoltre essi hanno conseguito anche cariche federali, dimostrando con ciò la loro bravura. Dopo un periodo di appagamento ho conseguito la qualifica federale  FIT come preparatore fisico e quella di istruttore tecnico UISP, nonché ho avuto l'incarico come Maestro di tennis dell'ENSI di responsabile nazionale. Insieme ai miei due colleghi (Zarrillo, Luongo) abbiamo costituito il "TCFARABELLA" ENSI  che interagisce con il T.C.Battipaglia in modo propositivo, anche se la nostra finalità maggiore è quella di fare sport per aggregare i giovani di Battipaglia.

Il progetto nato il primo giorno che misi piede all'ISEF di Napoli si sta realizzando, spero che i nostri figli  possano fare sport in modo gioioso e che grazie a questo progetto si possa offrire loro opportunità diverse e la possibilità di fare sport giocando, sperimentando in "gara" che è anche di vita, tutti quegli stati d'animo legati alla partecipazione la rivalità, la cooperazione, l'ostilità, il controllo di sé, il rispetto degli altri è anche attraverso lo sport che si realizza lo sviluppo della socialità, della solidarietà, della necessità dell'esistenza di regole, preludio necessario a qualsiasi educazione alla legalità.

                                         Prof. Paolo Farabella